• Scritto, diretto e interpretato da Ilaria Drago e Alessandra Cristiani
  • Musiche di Gianluca Misiti
  • Con Ilaria Drago, Alessandra Cristiani e Andrea Peracchi
  • Luci di Max Mugnai

 

In occasione del bimillenario della morte di Ovidio, Ilaria Drago e Alessandra Cristiani portano in scena alcuni episodi tratti dalle sue Metamorfosi utilizzando una riscrittura contemporanea (dai testi alle coreografie) che si avvale del lavoro ventennale di una ricerca poetica e visionaria, sempre attenta all’indagare ogni sfumatura dell’animo umano. Silenzi e live electronics, voce e corpo saranno la tessitura del viaggio di Ecuba, Aracne, Sirene, Sonno, Narciso mentre un grottesco e bizzarro Tiresia (Andrea Peracchi) accompagnerà il pubblico a scoprire la narrazione di queste ‘donne mutate in forme nuove’.

Uno spettacolo sempre unico e irripetibile, dedicato ad ogni spazio - sia teatrale o non - che gli artisti incontreranno nel loro viandare e a cui si dedicheranno ogni volta creando con esso un rapporto simbiotico, in quanto luogo e tempo di trasformazione come si addice proprio alla metamorfosi ovidiana: allo stesso modo dei suoi personaggi, anche le mappe dei luoghi sono in continua trasformazione, dando così vita ad una narrazione creativa che vive in chi li agisce e in chi li guarda. Lo spettacolo è pensato proprio per adattarsi anche a spazi non convenzionali - conventi, cortili, ville, cantine, terrazze, giardini... creando non solo un organico innesto tra i suoi personaggi e ciò che passo passo incontreranno sul loro percorso, ma anche - ove possibile - l’occasione di nuove sinergie nella narrazione. L’idea è quella di un atto performativo ad hoc, che si traduce in un possibile incontro ‘sul posto’ con artisti di levatura che abbiano a che fare con l'arte nelle sue diverse sfaccettature, i quali decideranno anticipatamente di prendere parte alla messa in scena, contribuendo così a loro volta ad alimentarne ed amplificarne l’unicità.

Il progetto prende l’avvio dalle Metamorfosi_di forme mutate in corpi nuovi di Roberto Latini divenendo una cellula a sé stante, ma mantenendo con esse un intimo legame nel segno clownesco che inchioda i personaggi ad uno stato dell’essere ineluttabile, precarietà della vita nelle mani di un destino divino ineffabile e inafferrabile. La forma clownesca si mantiene come filo conduttore di molti episodi con diversi significati: Chi siamo? Abbiamo la capacità di mettere e togliere una maschera? E cosa vogliamo essere? Chi c'è dietro a quel naso? E il pubblico, da che parte sta? Dalla parte della maschera? O dalla parte dell’anima?

Galleria Fotografica

  Lucia Baldini | Marco Marran | Kim Bizzarri | Cristina Latini

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Ecuba

Libri

Parte fondamentale del lavoro di Ilaria Drago è la scrittura: il sociale indagato con sguardo poetico.
I luoghi profondi dell’anima sono oggetto di indagine; il femminile di cui parla è una delle linee guida del suo percorso come autrice.

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Interviste

Ilaria Drago: venti anni di eretica e vibrante passione in teatro. Interviste, discussioni, riflessioni.
L’artista racconta il suo percorso tessendo un filo rosso fra la vita di ogni giorno, il teatro, la poesia e la passione per l’insegnamento.

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