Migrazioni_cambiare la fine
senza frontiere Antigone non muore

  • Scritto, diretto e interpretato da Ilaria Drago
  • Musiche originali di Stefano Scatozza
  • Collaborazione alla partitura gestuale di Claude Coldy
  • Luci di Max Mugnai
  • Su opera d’arte di Mikulàš Rachlìk

“Se aveste il coraggio di dire che la mia non è stata disobbedienza, ma il gesto preciso e degno e netto dell’Amore, della pietà, della compassione. Se non vi convenisse l’omertà barbara, il grido più acuto e superbo dell’ipocrisia, se non aveste paura di perdere le cose sciatte che avete intorno, il lusso lurido dell’indifferenza, se aveste il coraggio dell’accoglienza, alzereste con me avamposti d’amore!” [Antigone]

“Ogni Dio che non sia Amore è un dio schiavo e infelice, consumato da secoli di veleno, asservito agli interessi degli impostori. Altrettanto schiavi. È un dio piccino, da comodino, da bacheca, da festicciole della domenica. È un dio svilito e smorto, senza luce, capace di mettersi su un giubbotto da fare saltare o infilarsi sotto la tunica di un ciarlatano e tra le gambe dei ragazzini disperati. Questo dio è più infedele e tragico di ogni infedele, è una burla indegna tra le mani dei fanatici. Un piccolo idiota da mitragliatrice, da gola tagliata o da rivendicazione depravata e vile. Non servo nessun dio di questa razza!”

Il progetto Migrazioni_cambiare la fine / senza frontiere Antigone non muore (titolo provvisorio), nasce dallo sguardo ferito e incredulo che oggi ci costringe ad assistere ad una mattanza senza fine di chi marcia in cerca di una possibile vita lontana dalle macerie, dalla polvere e dalla fame, dallo strazio delle bombe inferto da logiche di poteri politici, economici e religiosi. A troppi dispersi dobbiamo la cura dell’attenzione, il gesto di sepoltura, almeno nel cuore, che la dignità di ogni donna, bambino, uomo meritano di avere. Antigone alza la testa in nome di questo: che nessuno possa essere escluso o dimenticato, che nessuno possa essere considerato di serie b. Polinice dev’essere sepolto e Polinice, lo straniero, è un fratello come gli altri. Tutti gli altri. Antigone, da carcerata e rinchiusa, grida la sua forza d’amore a rappresentare la forza immensa della Vita che vince nonostante l’ipocrisia, l’ingiustizia, l’odio e la paura. Ella mette in discussione e sovverte le fondamenta su cui si ergono i poteri delle città, cancella i confini di ogni paese in nome di un Amore e di un Mistero più forti della legge piccina e arida dei poteri forti, dei Presidenti che costruiscono muri e di un’economia devastante che minaccia di morte l’essere umano e la Terra tutta.

È dalla sepoltura di Antigone, alla fine della tragedia di Sofocle, che inizia il progetto di Ilaria Drago. La catarsi avviene nell’oscurità ed è qui che emergono la forza di questa donna che si ribella, la sua anima, il coraggio e la fierezza, rappresentati nel ferro duro e sobrio dell’opera d’arte di Mikulàš Rachlìk. Un’opera maestosa e potente, una macchina metallica che pare viva, che sembra ruggire la sua furia d’amore pronta a portare fuori dalla grotta Antigone.

Antigone cambierà la fine e sfonderà il confine della grotta, di ogni grotta o carcere dove i diversi, i pericolosi, quelli fuori dal sistema vengono sepolti da tutti i Creonte del mondo. Antigone fa della disobbedienza quella virtù in grado di convertire l’oscurità in luce per riscrivere la sua ipotesi rivoluzionaria: condividere aumenta! La Bellezza è in grado di lanciare l’essere umano oltre la disonestà del profitto, la bassezza del “mors tua vita mea”.

Il linguaggio di Ilaria Drago è poetico, la voce il suo strumento essenziale che canta, vibra, si trasforma nei fantasmi che Antigone incontra, nelle emozioni che la attraversano. Gli ambienti sono immaginati come quadri grazie anche ai disegni di luce di Max Mugnai. Spesso la parola cede il passo all’azione del gesto che si avvale del lavoro intenso con il coreografo Claude Coldy e vive nelle musiche fatte di corde, ferro, voci di Stefano Scatozza.

La prima tappa del progetto è iniziata durante la residenza a Castiglioncello presso Armunia lo scorso maggio 2017. Il debutto è previsto per il 2018.

Rassegna Stampa

ANTIGONE

Galleria Fotografica

Mauro Sini

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Libri

Parte fondamentale del lavoro di Ilaria Drago è la scrittura: il sociale indagato con sguardo poetico.
I luoghi profondi dell’anima sono oggetto di indagine; il femminile di cui parla è una delle linee guida del suo percorso come autrice.

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L’artista racconta il suo percorso tessendo un filo rosso fra la vita di ogni giorno, il teatro, la poesia e la passione per l’insegnamento.

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