Avagliano Editore

Nel giorno del suo dodicesimo compleanno una ragazzina riceve in regalo un diario e inizia così ad avere un amico al quale, giorno dopo giorno, confidare una storia.
Due anni di violenze e abusi sessuali, di angoscia e di percosse, di stupori e innamoramenti, di amicizia e di speranza. Dai dodici ai quattordici anni le prime esperienze sessuali con l’amica, il primo fidanzato, ma anche lo stravolgimento del rapporto con un padre, violento, bugiardo, disperato, e con una madre impaurita, raggelata, insanguinata. In due anni la bambina s’avvicina all’essere donna e nel linguaggio che muta di ora in ora, di abuso in abuso, si scopre il percorso incerto, semplice, poetico, crudele, di una ragazzina che riesce, nonostante tutto e grazie ad un’amicizia angelica, magica e determinante, a vedere nella vita la più potente maestra, la più grande occasione di meraviglia.

Nato come un romanzo, il coraggioso libro di Ilaria Drago, Dalla pelle al cielo, è diventato un caso letterario occasione di dibattiti, incontri, manifestazioni; per guardare in faccia una realtà che rende tutti noi responsabili e partecipi; perché ascoltare un bambino oggi o una donna maltrattata, significa restituirgli un futuro; significa tentare di evitare che domani vi siano altre vittime.

Stralcio dalla prefazione di Dante Maffia

Alcune puntualizzazioni preliminari per entrare più agevolmente nella polpa viva della scrittura di Ilaria Drago. Prima: oggi i narratori si esprimono ricorrendo a una finta essenzialità che ha presente la rappresentazione televisiva o cinematografica. Si può dire che la maggior parte punti a “sceneggiature” con sequenze spesso non giustificate (perché prive di immagini e di musica), con passaggi rapidi che fanno perdere d’intensità ai dialoghi, alle descrizioni, alle annotazioni psicologiche, alla struttura, al ritmo. Altra cosa è pensare al teatro, a come far rivivere su un palcoscenico un mondo di eventi che si ripetono e che hanno bisogno della presenza umana per meglio caricarsi di senso, per meglio dilatare l’eco delle azioni, della sofferenza, in questo caso, del problema che ha preso dimensioni spropositate.

Seconda puntualizzazione: a Ilaria non premeva scrivere un romanzetto con dentro episodi spinti o di “moda”; in lei c’è una esigenza etica - più volte espressa anche nelle opere di Estasìe (2006) - che va al di là della cronaca e della rappresentazione e vuole smuovere le coscienze, vuole entrare nei cuori e nei cervelli per aprirli alla situazione in cui ci troviamo, ormai quasi avviata allo sfacelo. Terza: Ilaria scrive come scrive un poeta, con la pastosità linguistica di chi conosce il peso delle parole e sa che bisogna diffidare di loro e corteggiarle, renderle amiche, coinvolgerle per farsi aiutare e rendere i “fatti” nella loro portata vera e non nella vaghezza delle percezioni che ognuno vive distrattamente. Quarta: Ilaria somatizza ogni avvenimento. Lei è il diario, è la ragazzina, è lo stupro, è i sogni, è la delusione, il dolore, la speranza, la rabbia, il progetto, il significato e la perdita dello stesso, la vita e la morte, il dissenso e la realtà, la negazione della realtà e la presa di coscienza d’essere creatura tra le altre in una dimensione di dignità che dovrebbe andare oltre i confini usuali dei rapporti e diventare misura di crescita e convivenza umana limpida. Quinta: la scrittura è pastosamente densa, ricca di risonanze, di echi, di sfumature che tendono di acciuffare i risvolti segreti dell’anima, di entrare nei vincoli veri e falsi che esistono tra le cose e l’uomo, tra il dolore e la vita, tra la morte e la speranza.

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DALLA PELLE AL CIELO

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Libri

Parte fondamentale del lavoro di Ilaria Drago è la scrittura: il sociale indagato con sguardo poetico.
I luoghi profondi dell’anima sono oggetto di indagine; il femminile di cui parla è una delle linee guida del suo percorso come autrice.

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Ilaria Drago: venti anni di eretica e vibrante passione in teatro. Interviste, discussioni, riflessioni.
L’artista racconta il suo percorso tessendo un filo rosso fra la vita di ogni giorno, il teatro, la poesia e la passione per l’insegnamento.

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