Migrazioni_antigone - Ilaria Drago

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Migrazioni_Antigone | duo concert

scritto, diretto e interpretato da Ilaria Drago 
musiche originali eseguite dal vivo da Stefano Scatozza
luci Max Mugnai.


Il 
duo concert nasce, si sviluppa e prende vita autonoma a partire dal progetto Migrazioni_cambiare la fine | Senza confini Antigone non muore: un concerto teatrale agile da inserire in ogni tipo di spazio e con l’obiettivo di esaltare la drammaturgia originale di Ilaria Drago, il cui potenziale significante si traduce nel ritmo delle musiche fatte di corde, ferro, voci rimodellate in studio e suonate dal vivo da Stefano Scatozza, creando un connubio suggestivo e coinvolgente.


"Se aveste il coraggio di dire che la mia non è stata disobbedienza, ma il gesto preciso e degno e netto dell’Amore, della pietà, della compassione. Se non vi convenisse l’omertà barbara, il grido più acuto e superbo dell’ipocrisia, se non aveste paura di perdere le cose sciatte che avete intorno, il lusso lurido dell’indifferenza, se aveste il coraggio dell’accoglienza, se aveste il coraggio di dire che da oggi l’obbedienza non è più una virtù, alzereste con me avamposti d’amore!" [Antigone]


Cosa succede nel chiuso della grotta dove 
Antigone è stata sepolta viva da Creonte, punita per aver disobbedito all’editto che le vietava di onorare il corpo del defunto fratello Polinice e in attesa di una morte orribile? Quali fantasmi, paure, visioni si alternano nel buio inesorabile e umido di una caverna-carcere, in questo limbo fatale fra la vita e la morte?


È all’interno di uno spazio virtuale, in questo spiraglio di non-racconto (l’Antigone di Sofocle verrà infatti incarcerata e la ritroveremo morta alla fine della tragedia) che si inserisce il lavoro della 
Compagnia Ilaria Drago: nella cupa terra di mezzo fra esistenza e trapasso, un’Antigone visionaria e potente parlerà di dignità umane negate, di tutti quegli infelici (di cui Polinice si fa emblema) che il potere di una politica indifferente, ostinata e cieca riduce a meri numeri di una statistica, tenuti in scacco da un’economia che consuma e svilisce la vita ammantandola di paura. Il potere non radicato nella sapienza diventa così ignorante e fine a se stesso: un asino, un essere grottesco e mostruoso, «il brutto che appesta ogni angolo di casa!».

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