Metamorfosi_elegia per donne randagie - Ilaria Drago

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METAMORFOSI_elegia per donne randagie

diretto e interpretato da Alessandra Cristiani e Ilaria Drago
con Andrea Peracchi e Francesca Bini 

testi originali Ilaria Drago
musiche Gianluca Misiti

Attraverso una riscrittura contemporanea che si avvale del lavoro ventennale di una ricerca poetica e visionaria, Ilaria Drago e Alessandra Cristiani portano in scena alcuni episodi delle Metamorfosi di Ovidio. Silenzi e live electronics, voce e corpo saranno la tessitura del viaggio di Ecuba, Aracne, Sirene, Sonno, Eco e Narciso mentre un grottesco Tiresia (Andrea Peracchi) e una misteriosa filatrice (Francesca Bini) accompagneranno il pubblico a scoprire la narrazione di queste ‘donne mutate in forme nuove’.


Uno spettacolo sempre unico irripetibile, rivolto ad ogni tipo di spazio – teatrale o non – a cui gli artisti,  si dedicheranno nel loro “viandare” creando con esso un rapporto simbiotico, in quanto luogo e tempo di trasformazione in accordo alla metamorfosi ovidiana: al pari dei suoi personaggi, infatti, anche i luoghi saranno in continuo mutamento, offrendo la possibilità di formulare un nuovo sguardo e un nuovo modo di abitarli.


Lo spettacolo è pensato per adattarsi anche a spazi non convenzionali – conventi, cortili, ville, cantine, terrazze, giardini… – dando vita non solo a un organico innesto tra i personaggi e ciò che passo passo incontreranno sul loro percorso, ma anche – ove possibile – all’occasione di nuove sinergie creative. Un atto performativo ad hoc, che prevede quindi la possibilità dell’incontro ‘sul posto’ con artisti di levatura che abbiano a che fare con l’arte nelle sue diverse sfaccettature, e che anticipatamente scelgano di prendere parte alla messa in scena, contribuendo così ad accrescerne l’unicità.


Il progetto prende l’avvio dalle Metamorfosi_di forme mutate in corpi nuovi di Roberto Latini divenendo una cellula a sé stante, ma mantenendo con esse un intimo legame nel segno clownesco che inchioda i personaggi ad uno stato dell’essere ineluttabile, precarietà della vita nelle mani di un destino divino ineffabile e inafferrabile. La forma clownesca resta il filo conduttore di molti episodi con diversi significati: Chi siamo? Abbiamo la capacità di mettere e togliere una maschera? E cosa vogliamo essere? Chi c'è dietro a quel naso? E il pubblico, da che parte sta? Dalla parte della maschera? O dalla parte dell’anima?

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