Maddalena Maria - Ilaria Drago

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MaddalenaMaria

scritto, diretto, interpretato da Ilaria Drago

musiche e sonorizzazioni Marco Guidi

opera d'arte in scena Mikulàš Rachlìk


Il canto di Maddalena è una preghiera d'amore per la vita, un fiore che nasce in un arido campo di spini dopo la negazione, dopo gli insulti e le bugie. È la rinascita dopo la perdita, la resurrezione di ogni giorno attraverso uno sguardo nuovo. È il rialzarsi nonostante il dolore, è camminare nonostante le cadute. È dignità.


Archetipo, Dea, MaddalenaMaria è pronta a ricomporre l’idea di un femminile sacro sublimatosi, un tempo, nell’incontro con un uomo meraviglioso Cristo nudo, Cristo dei cani e dei segreti. Cristo di legno arroventato e odore di mosto. Amante contratto sui bordi di lenzuola madide. Cristo succo mio!"E da questa composizione di Lei-Lui assieme nascerà la parola risanatrice da portare in giro per il mondo per destare le coscienze, accorciare le distanze tra i primi e gli ultimi.


Maddalena disegna nuovi confini di sé ripercorrendo il ricordo del dolore e delle pietre, ma anche di un amore denso e carnale, ricucendo lo strappo che ha diviso il corpo dallo Spirito “guarda questa mano, non è questa già sacra, già bella?”, la donna da tutte le sue possibilità “sappiamo mettere in carne anima e spirito, sappiamo il compito del commiato, sappiamo tante cose”, l’essere umano dal divino “Cristo, è più facile baciarti questi piedi di morto che sentirti vivo dentro”. Maddalena piega il giudizio all’Amore, a quella fame - sacra e animale - di vivere!


Il linguaggio di Ilaria Drago fonde la melodia del verso poetico con quella di una parola più sporca, che evoca l’immediatezza del quotidiano; è spesso una parola che s’insinua fra le note musicali di Marco Guidi e le sue ambientazioni sonore, mai concepite come semplice sottofondo. La voce diviene perciò sentita come strumento solista di un’orchestra e si muove animando tonalità ora cupe, ora delicate e chiare, ora rapide o lente o sussurrate. L’uso del microfono permette al sussurro e al grido di innestarsi nei tappeti sonori graffiandoli o lasciandosi carezzare perché il cuore di Maddalena-Ilaria possa esporsi – bocca divina che canta le sue canzoni, muscolo che beve il circolo dei giorni e non ha la grazia del riposo”.

 

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